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Sfatiamo i miti più diffusi sul recupero dati fai da te

Il recupero dati fai da te è probabilmente nato insieme al problema stesso perché le persone siamo naturalmente portati a cercare di risolvere un problema che si presenta improvvisamente. L’ascesa di Internet ha contribuito a sensibilizzare e diffondere informazioni e molti amanti del fai da te hanno cercato e condiviso suggerimenti per il ripristino dei dati su forum e piattaforme online come YouTube. E, c’è da dirlo, alcuni hanno funzionato davvero.

Tuttavia, le tecniche di recupero dati sono in continua evoluzione. Ciò che ha funzionato nel 2015 potrebbe essere obsoleto nel 2025. Questo perché i dispositivi di archiviazione diventano sempre più complessi man mano che la domanda di dati continua a crescere. Per questo motivo, dovremmo pensarci due volte prima di affidarci a consigli sul recupero dati trovati su internet, soprattutto quando provengono da una fonte non verificata o coinvolgono dati molto importanti.

In questo articolo, gli esperti di Italia Assistance svelano la realtà dei miti più diffusi, così puoi evitare errori costosi e prendere una decisione informata sul tentare un recupero o rivolgerti ad un laboratorio specializzato di recupero dati.

Ecco i miti comuni sulle tecniche fai da te e la verità sulla loro efficacia.

Il trucco del congelatore

Mito: Il trucco del congelatore è uno dei miti più persistenti sul recupero dati. Che ci crediate o no, il trucco richiedeva agli utenti di mettere l’hard disk guasto nel congelatore per fare in modo che la testina disallineata, una volta congelata tornasse in posizione o un componente allentato si rimettesse a posto grazie alle temperature basse.

Realtà: il trucco del congelatore è rischioso e obsoleto. Spesso, si finisce per danneggiare ulteriormente il disco mettendo ancora più a rischio i dati. I moderni dischi rigidi sono dispositivi compatti e complessi con ambienti controllati. L’introduzione di condensa o cristalli di ghiaccio nei delicati componenti e piatti potrebbe avere conseguenze devastanti. Un recupero dell’hdd di successo richiede strumenti specializzati per risolvere queste situazioni.

Il trucco del riso

Mito: Un trucco correlato consiglia di mettere un dispositivo con danni causati dall’acqua in un sacchetto di riso per assorbire l’umidità in eccesso.

Realtà: ci sono modi molto migliori per asciugare il dispositivo o espellere l’acqua dal suo alloggiamento. È vero che il riso assorbe l’umidità, ma contiene anche una grande quantità di polvere e amido. Queste sostanze possono danneggiare i componenti dei dispositivi. Le bustine di gel di silice sono un’alternativa molto più sicura.

Cambiare l’alimentatore

Mito: Altri credono che la sostituzione degli alimentatori possa risolvere situazioni in cui l’HDD o l’unità SSD non si avvia. Provando un nuovo alimentatore, il dispositivo potrebbe riacquistare la funzionalità.

Realtà: un alimentatore difettoso potrebbe causare l’interruzione del funzionamento del dispositivo, ma questo mito semplifica eccessivamente le possibili soluzioni. Le unità si rompono per numerose ragioni e molte di queste non sono correlate all’alimentatore. In alcuni casi fornire un’alimentazione incoerente o una tensione non corrispondente potrebbe causare danni elettrici peggiori. Gli specialisti possono diagnosticare il guasto specifico e sviluppare una soluzione su misura.

Aprire un HDD è sicuro

Mito: Alcuni hanno suggerito che aprire un hard disk per ispezionare i danni fisici fosse un’operazione senza grossi rischi grazie alla quale gli utenti potevano diagnosticare i danni e pianificare le riparazioni.

Realtà: la riparazione del disco rigido è impegnativa nelle migliori condizioni. Come accennato, i dischi rigidi sono sigillati per proteggere i loro complessi componenti da polvere, detriti e liquidi. L’esposizione di queste parti a sostanze nocive o temperature estreme potrebbe causare danni permanenti e perdita di dati. Un disco non deve MAI essere rimosso dal suo involucro al di fuori di una camera bianca certificata.

Il software di recupero dati funziona sempre

Mito: Il software di recupero dati gratuito è spesso presentato come un’opzione ugualmente efficace per il ripristino dei file. Questi programmi hanno algoritmi che individuano i dati persi e salvano tali file in una nuova posizione.

Realtà: il software di recupero dati è uno strumento spesso efficace in determinate situazioni. È adatto per ripristinare dati eliminati di recente o correggere piccoli problemi del file system. Tuttavia, il software non può risolvere danni fisici o una corruzione estesa. Questi casi richiedono un tecnico esperto. Utilizzato in modo improprio, il software potrebbe anche finire per sovrascrivere file recuperabili con metodi professionali.

Il recupero dati fai da te è sempre più economico

Mito: Tentare il recupero dati fai da te perché è molto più economico di un servizio professionale.

Realtà: il recupero dati fai da te non è sempre più economico quando si tratta di file importanti. In genere, questi tentativi non funzionano perché le problematiche richiedono strumenti e tecniche specializzati. Spesso sono proprio gli interventi fai da te e la serie di tentativi falliti a complicare ulteriormente scenari già complesso. La difficoltà di ripristinare questi dati compromessi significa che sarebbe stato più economico rivolgersi direttamente ad un tecnico qualificato.

 

Valuta un intervento professionale

La tua risposta quando ti trovi di fronte a un problema inaspettato potrebbe fare la differenza tra la perdita e il recupero dei tuoi dati. Fai attenzione ai miti che potrebbero mettere a repentaglio il recupero dei tuoi dati. Cerca di raccogliere tutte le informazioni prima di prendere una decisione. Alla fine, un servizio certificato è il metodo più affidabile per ripristinare dati importanti.

Contatta con fiducia il nostro laboratorio specializzato nel recupero dei dati da ogni dispositivo: contatta il nostro team compilando il modulo, scrivendoci all’indirizzo info@italyassistance.it o telefonando al numero 0828 1842949.

 

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